Q QuotaFacile
Guida completa Auto 20 settembre 2026 · 23 min di lettura

Classe di merito: come funziona, dove si vede e come si recupera

Due automobilisti con la stessa auto, nella stessa città, possono pagare il doppio l'uno dell'altro. La differenza quasi sempre sta in un numero da 1 a 18 che nessuno dei due ha mai letto per intero.

Illustrazione: una scala a pioli con una piccola automobile su un gradino, una freccia che scende di un gradino e una che sale di due.

Due automobilisti con la stessa utilitaria, immatricolata lo stesso anno, residenti nella stessa via, possono ricevere due preventivi che differiscono del cento per cento. Non è un errore del comparatore e non è una promozione. Nella maggior parte dei casi la differenza sta in un numero compreso fra 1 e 18 che sta scritto sulla loro polizza e che quasi nessuno dei due ha mai guardato davvero.

Quel numero è la classe di merito. Decide quanto paghi molto più della marca dell'auto, molto più dei chilometri che percorri, spesso più della città in cui vivi. Eppure è anche l'unica variabile del premio su cui hai un controllo diretto: non puoi cambiare l'anno di nascita, ma puoi evitare di perdere una classe per un sinistro da trecento euro, puoi ereditarne una migliore da un familiare, e puoi accorgerti se te ne hanno assegnata una sbagliata.

Questa guida spiega come funziona il meccanismo, riga per riga, con i riferimenti normativi in chiaro. Compreso quello che quasi nessuno ha ancora aggiornato: dal 3 marzo 2026 l'attestato di rischio non è più quello di prima.

Che cos'è la classe di merito, e perché non è uno sconto

La classe di merito non è una promozione che la compagnia ti concede. È una misura statistica di quanto sei costato, o di quanto si stima che costerai, al sistema assicurativo.

Il principio si chiama bonus-malus e sta in una riga: chi non causa incidenti scende di classe e paga meno, chi li causa sale di classe e paga di più. Non è una punizione morale. È il modo in cui un assicuratore distribuisce il costo dei sinistri fra chi li produce e chi no, invece di spalmarlo su tutti in parti uguali.

La conseguenza pratica è che la classe si guadagna con il tempo e si perde in un istante. Servono anni per scendere di dieci posizioni; per risalirne due basta un tamponamento.

Due numeri diversi sulla stessa polizza

Qui comincia la confusione che genera la maggior parte delle telefonate agli intermediari. Sulla tua polizza non c'è una classe di merito: ce ne sono due, e spesso non coincidono.

La classe interna è quella della singola compagnia. Ogni impresa costruisce la propria scala, con il proprio numero di gradini e le proprie regole di movimento. Una compagnia può avere diciotto classi interne, un'altra ventitré, un'altra ancora può identificarle con delle lettere. Serve a graduare il premio con più finezza di quanto permetta una scala unica, e serve anche a trattenere i clienti: una classe interna ottima non te la porti via, perché esiste solo lì dentro.

La classe di conversione universale, abbreviata in CU, è invece uguale per tutti. È il linguaggio comune che permette a due compagnie diverse di capirsi quando un cliente si sposta dall'una all'altra. È la classe che viaggia con te.

Perché te ne accorgi solo quando cambi compagnia

Finché resti dove sei, la classe che conta per il prezzo è quella interna, ed è quella che la compagnia ti mostra. Quando chiedi un preventivo altrove, la nuova impresa non può leggere la classe interna della concorrente: legge la CU. E capita spesso che il cliente scopra in quel momento di essere, secondo la scala universale, parecchio più in alto di quanto credesse.

Non è un imbroglio: sono due strumenti con due funzioni diverse. Ma è il motivo per cui, se stai confrontando preventivi, l'unico numero da cui partire è la CU.

Le diciotto classi: la scala, e dove si entra

Le classi di conversione universale sono diciotto, numerate da 1 a 18. La 1 è la migliore, la 18 la peggiore. Controintuitivo per chi è abituato ai voti scolastici, ma ha una sua logica: più il numero è basso, meno rischio porti.

Si entra dalla quattordicesima

Chi si assicura per la prima volta, o immatricola un veicolo senza storico da trasferire, entra in CU 14. È la classe di ingresso, quella che corrisponde alla tariffa base: non sei né premiato né penalizzato, semplicemente non ci sono ancora dati su di te.

Da lì in giù ci sono tredici gradini da guadagnare, e da lì in su quattro da evitare.

Come ci si muove: meno uno, più due

Le regole evolutive sono asimmetriche, ed è la cosa più importante da capire di tutto il meccanismo.

  • Un anno senza sinistri con colpa: si scende di una classe. Un solo gradino, per quanto prudente tu sia stato.
  • Un sinistro con responsabilità principale: si sale di due classi. In un colpo solo.

Fai il conto. Un incidente con colpa cancella due anni di guida senza incidenti. Se ne fai due nello stesso periodo di osservazione, ne cancella quattro.

Il calcolo che cambia il modo di ragionare sui sinistri piccoli

Questa asimmetria ha una conseguenza pratica che vale soldi veri. Immagina di causare un danno da 600 euro: uno specchietto, un paraurti graffiato, un fanale.

Se lo denunci, risali di due classi. A seconda di dove ti trovi sulla scala, due classi possono valere una quota significativa del premio, e non per un anno solo: per tutti gli anni che impiegherai a ridiscendere, cioè almeno due. Su un premio di 500 euro, un aumento del venti per cento vale 100 euro l'anno; per i due anni necessari a tornare dov'eri, siamo intorno ai 200 euro. Più l'eventuale terzo anno, se nel frattempo succede altro.

Il conto, in quel caso, è quasi in pari. Se il danno fosse stato da 300 euro, pagarlo di tasca propria sarebbe stato nettamente più conveniente.

Le percentuali esatte variano da compagnia a compagnia, perché il salto di premio fra due classi non è fissato per legge: la scala CU è uguale per tutti, il prezzo attribuito a ciascun gradino no. Per questo il calcolo va fatto sui tuoi numeri, chiedendo alla compagnia quanto costerebbe il rinnovo con due classi in più.

Non è un invito a nascondere i sinistri, che è una cosa diversa e che non si deve fare: omettere una denuncia dovuta ha conseguenze ben peggiori di un malus. È l'osservazione che aprire un sinistro di importo modesto è una decisione economica, non un automatismo, e che vale la pena fare quel calcolo prima di chiamare il numero verde.

Cosa è cambiato nel 2026, e perché quasi tutte le guide che trovi sono vecchie

Se cerchi informazioni sulla classe di merito trovi decine di pagine che citano il Provvedimento IVASS n. 72 del 16 aprile 2018. Era il testo che fissava i criteri di individuazione e le regole evolutive della CU, in attuazione dell'articolo 3 del Regolamento IVASS n. 9 del 19 maggio 2015.

Quel provvedimento è stato superato.

Il Regolamento IVASS n. 58 del 10 febbraio 2026

Il nuovo testo di riferimento è il Regolamento IVASS n. 58 del 10 febbraio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 marzo 2026 ed entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.

Il regolamento fa due cose insieme: allinea l'attestato di rischio italiano al modello europeo e, nello stesso atto, riscrive i criteri di individuazione e le regole evolutive della classe di conversione universale. Il Provvedimento 72/2018, adottato sulla base di una norma che questo testo ha assorbito, risulta così superato.

L'attestato diventa europeo

La cornice è il Regolamento (UE) 2024/1855, che ha introdotto un modello comune di attestazione della sinistralità pregressa valido in tutta l'Unione. L'obiettivo dichiarato è permettere a chi si sposta da uno Stato membro all'altro di portarsi dietro la propria storia assicurativa, invece di ripartire da zero a ogni trasloco.

Il modello europeo, però, è più scarno del nostro. Il sistema italiano del bonus-malus ha bisogno di informazioni che lo standard comunitario non prevede.

La Sezione F, cioè dove l'Italia scrive le sue cose

Per questo il Regolamento 58/2026 disciplina una Sezione F dell'allegato al regolamento europeo, dedicata alle informazioni aggiuntive: quelle che servono ad applicare sconti e maggiorazioni previsti dalla legge nazionale, dalle prassi di mercato o da specifici accordi contrattuali.

In pratica: la parte comune dell'attestato parla europeo, la Sezione F continua a parlare italiano. Ed è lì dentro che vivono la CU, il bonus-malus e tutto quello che determina davvero il tuo premio.

Gli elementi che concorrono a determinare sconti e maggiorazioni sono il numero dei sinistri, la loro tipologia (con responsabilità principale, paritaria o senza responsabilità), le date e gli importi liquidati, le eventuali franchigie e i periodi di copertura e di sospensione.

L'attestato di rischio: dove sta, cosa dice, quanto dura

L'attestato di rischio è il documento che certifica la tua storia assicurativa. È la fonte da cui ogni compagnia legge la tua CU, ed è l'unico documento che conta quando qualcuno contesta la classe che ti è stata assegnata.

Non arriva più per posta, e non è un disservizio

Dal 2015 l'attestato è dematerializzato. Il Regolamento IVASS n. 9 del 19 maggio 2015 ha istituito la banca dati degli attestati di rischio e ha eliminato l'invio cartaceo: la compagnia non te lo spedisce più, lo carica in banca dati, e da lì lo leggono tutte le imprese a cui chiederai un preventivo.

Non devi consegnarlo tu a nessuno. Se qualcuno ti chiede di mandare l'attestato per fare un preventivo, sta chiedendo una cosa che può leggersi da sé.

I cinque anni che contano

L'attestato riporta lo storico degli ultimi cinque anni. Non tutta la tua vita da automobilista: cinque anni, che scorrono.

È una notizia migliore di quanto sembri, perché significa che un sinistro non ti insegue per sempre: esce dalla finestra di osservazione e smette di pesare. Significa anche, però, che la prudenza più vecchia di cinque anni non ti dà alcun merito. Conta solo quello che è successo nel quinquennio.

La validità dopo la scadenza

Se il contratto cessa o il rischio viene sospeso, l'attestato conserva validità per cinque anni dalla scadenza.

È la ragione per cui chi vende l'auto e resta qualche anno senza assicurarne un'altra non perde automaticamente la classe guadagnata: entro quei cinque anni può riprendersela. Oltre, no. È uno dei pochi termini di questa materia che vale la pena segnarsi da qualche parte.

L'osservazione chiude sessanta giorni prima

Un dettaglio che spiega molte discussioni al rinnovo: il periodo di osservazione dei sinistri si chiude sessanta giorni prima della scadenza del contratto, non il giorno della scadenza.

Serve alle compagnie per avere il tempo tecnico di elaborare l'attestato e calcolare il premio di rinnovo. La conseguenza per te è che un sinistro avvenuto nell'ultimo bimestre non incide sulla classe del rinnovo imminente, ma su quella dell'anno successivo. Non è stato dimenticato: è stato rinviato.

Dove vedere la tua classe di merito: tre strade, una sola affidabile

La domanda più frequente in assoluto su questo tema è la più semplice: dove la leggo? Le strade sono tre, e non valgono uguale.

1. Il documento di polizza e l'area riservata della compagnia

È la via più diretta. Sul frontespizio della polizza, o nell'area clienti del sito della tua compagnia, trovi entrambe le classi: quella interna e la CU. Cerca la dicitura «classe di conversione universale» o la sigla «CU»: è quella che conta quando confronti.

Attenzione a una distinzione che genera equivoci: troverai una classe di provenienza e una classe di assegnazione. La prima è quella con cui sei arrivato all'inizio dell'annualità; la seconda è quella che ti viene attribuita per il periodo successivo, cioè il risultato della regola evolutiva. Quando qualcuno ti chiede «in che classe sei», la risposta utile è quasi sempre la seconda.

2. L'intermediario

Il tuo agente o broker legge la banca dati per mestiere. È anche la persona giusta a cui chiedere non solo il numero, ma cosa significa per il tuo premio: due classi in più su una scala interna generosa pesano diversamente che su una rigida.

3. Il portale dell'Automobilista

Il portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti permette di verificare la copertura assicurativa di un veicolo a partire dalla targa. È utile per sapere se un veicolo è assicurato e fino a quando.

Cosa il portale non fa, nonostante quello che leggi in giro

Molte pagine promettono di farti vedere «la classe di merito dalla targa», gratis e in trenta secondi. Vale la pena essere chiari: la classe di merito è un dato riferito al contraente e alla sua storia assicurativa, non un'informazione pubblica associata a una targa.

I servizi che promettono di restituirla inserendo solo un numero di targa, senza che tu sia il titolare della posizione, o stanno mostrando altro — per esempio la semplice esistenza di una copertura — oppure stanno raccogliendo i tuoi dati per rivenderti un preventivo. Se un sito ti chiede targa, nome, telefono ed email per dirti «la tua classe», quello che stai compilando è un modulo di contatto commerciale.

La tua classe la sai dalla tua polizza, dalla tua compagnia o dal tuo intermediario. Sono tre strade gratuite e certe.

Il sinistro: cosa succede davvero alla classe

Non tutti i sinistri pesano allo stesso modo, e la differenza non sta nell'importo: sta nella responsabilità.

Responsabilità principale: il caso semplice

Se la responsabilità accertata è principale, cioè superiore al cinquanta per cento, scatta il malus e sali di due classi. Non c'è margine di discussione, e non dipende da quanto è stato liquidato: un sinistro da 400 euro con colpa piena pesa sulla classe esattamente come uno da 40.000.

Questa è, insieme all'asimmetria fra il meno uno e il più due, la ragione per cui la gestione dei sinistri piccoli merita un momento di riflessione.

Responsabilità paritaria e la soglia del 51 per cento

Qui sta il punto che quasi nessuno conosce, e che vale la pena leggere due volte.

Un sinistro con responsabilità paritaria — il classico concorso di colpa al cinquanta per cento — non fa scattare il malus da solo. Viene però annotato nell'attestato di rischio e concorre a un cumulo.

Il meccanismo è questo: le quote di responsabilità paritaria si sommano nel quinquennio, e quando il cumulo raggiunge il 51 per cento si creano i presupposti per la variazione della classe di merito.

Cosa significa in pratica

Significa che due sinistri al cinquanta per cento nello stesso quinquennio fanno 100 per cento, quindi superano ampiamente la soglia e producono il malus. Un solo sinistro paritario, da solo, no.

La conseguenza pratica è controintuitiva ma importante: dopo un primo concorso di colpa sei in una posizione diversa da prima, anche se la classe non si è mossa e la compagnia non ti ha detto niente. Hai consumato metà del margine. Il secondo concorso di colpa, anche fra tre anni, non sarà innocuo come è stato il primo.

Se ti è già capitato un sinistro con responsabilità paritaria, è un'informazione che vale la pena avere in mente quando decidi come gestire il prossimo tamponamento a bassa velocità.

Sinistri senza responsabilità

I sinistri in cui non hai alcuna responsabilità vengono registrati ma non producono malus. Restano nell'attestato perché fanno parte della storia, non perché ti penalizzino.

Legge Bersani e RC Familiare: ereditare una classe migliore

È la parte che fa risparmiare più soldi in assoluto, ed è anche quella su cui circolano più leggende.

Cosa permetteva la Legge Bersani

Il decreto Bersani del 2007 ha introdotto un principio semplice: chi acquista un nuovo veicolo può assicurarlo nella stessa classe di merito di un veicolo già assicurato dello stesso nucleo familiare, invece di partire dalla classe di ingresso.

Per una famiglia significava, in concreto, che il figlio neopatentato non doveva partire dalla CU 14 pagando cifre da capogiro, ma poteva ereditare la classe del genitore.

Il limite storico era che il beneficio valeva fra veicoli della stessa tipologia: da auto ad auto, da moto a moto. La classe dell'auto di famiglia non si poteva portare sul motorino.

Cosa ha cambiato la RC Familiare nel 2020

Dal 16 febbraio 2020, con la modifica dell'articolo 134, comma 4-bis, del Codice delle Assicurazioni Private, quel limite è caduto.

Oggi la compagnia, sia alla stipula di un nuovo contratto sia al rinnovo di contratti già stipulati, non può assegnare a un ulteriore veicolo anche di diversa tipologia una classe di merito più sfavorevole di quella risultante dall'ultimo attestato di rischio del veicolo già assicurato, purché il veicolo sia acquistato dalla persona già titolare di polizza o da un componente stabilmente convivente del suo nucleo familiare.

Due parole meritano attenzione. Anche al rinnovo: non è un beneficio riservato alle nuove immatricolazioni, si può chiedere anche su una polizza che hai già. E stabilmente convivente: il requisito è la convivenza, non il legame di sangue.

La condizione che fa decadere tutto

Il beneficio si applica in assenza di sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni, sulla base delle risultanze dell'attestato di rischio.

Nota che fra le cause di esclusione c'è anche la responsabilità paritaria. È l'ennesima conferma che un concorso di colpa non è mai davvero a costo zero: non muove la classe, ma può sbarrarti la strada alla RC Familiare per cinque anni.

Il malus eccezionale: fino a cinque classi in un colpo

C'è un contrappeso che è bene conoscere prima di usare il beneficio, non dopo.

Se hai assicurato un veicolo con la classe ereditata da un veicolo di tipologia diversa — per esempio una moto con la classe dell'auto — e poi causi un sinistro con responsabilità principale o esclusiva, la compagnia può applicare alla scadenza un malus eccezionale, con un declassamento fino a un massimo di cinque classi in una sola volta, quando il risarcimento supera i 5.000 euro.

È una sanzione severa, e ha una logica: il legislatore ha concesso di trasferire una storia assicurativa costruita su un rischio a un rischio diverso, e si è tutelato nel caso in cui quel trasferimento si riveli sbagliato.

Come leggerla prima di decidere

La RC Familiare fra tipologie diverse conviene quasi sempre, perché il risparmio è immediato e certo mentre il malus eccezionale è eventuale. Ma è una scommessa asimmetrica, e sapere qual è la posta in gioco cambia il modo in cui si guida il primo anno.

Se stai passando la classe dell'auto a una moto guidata da un diciottenne, il calcolo va fatto con molta più freddezza di quanto suggerisca il risparmio sul primo premio.

Come si recupera una classe persa

Dopo un malus la domanda è sempre la stessa: quanto ci metto a tornare dov'ero? La risposta dipende da quale delle tre strade puoi percorrere.

Il tempo, che è la strada normale

Scendi di una classe per ogni annualità chiusa senza sinistri con colpa. Se il malus ti ha fatto salire di due classi, servono due anni pieni per tornare al punto di partenza. Non ci sono scorciatoie e non c'è modo di accelerare.

È anche il motivo per cui conviene non interrompere la continuità assicurativa senza una ragione: ogni anno assicurato senza sinistri è un gradino guadagnato, ogni anno scoperto è un anno che non conta.

Il rimborso del sinistro alla compagnia

Molti contratti prevedono la possibilità di rimborsare alla compagnia quanto ha liquidato, evitando così che il sinistro pesi sulla classe di merito.

È la via che rende conveniente il calcolo di cui parlavamo prima: se il danno liquidato è inferiore a quanto ti costerebbero due classi per due o tre anni, rimborsare conviene. Attenzione però a due cose: non tutte le polizze lo prevedono, e quando lo prevedono ci sono termini precisi entro cui esercitare la facoltà. Sono scritti nelle condizioni di assicurazione, e vanno letti prima del sinistro, non dopo.

Le clausole di salvaguardia della classe

Alcune compagnie offrono, di norma a pagamento, garanzie accessorie che consentono di non subire il malus al primo sinistro. Si chiamano con nomi diversi a seconda dell'impresa.

Qui serve una precisazione che vale soldi: queste clausole proteggono, quasi sempre, la classe interna della compagnia, non la CU. Significa che finché resti con quella compagnia non vedi l'aumento, ma il sinistro resta scritto nell'attestato di rischio e la tua CU si muove lo stesso. Nel momento in cui chiedi un preventivo altrove, il malus riappare.

Non sono prodotti inutili, ma vanno comprati sapendo che cosa comprano: tranquillità finché non cambi compagnia. Prima di sottoscriverne una, la domanda da fare all'intermediario è una sola, e va fatta con queste parole: questa garanzia protegge anche la classe di conversione universale, o solo quella interna?

I casi particolari che generano più errori

Vendita, demolizione, furto

Quando il veicolo esce dalla tua disponibilità, la classe non evapora: resta legata a te e conserva validità per cinque anni dalla scadenza del contratto. Entro quel termine puoi usarla su un nuovo veicolo.

Successione

La classe può essere trasferita agli eredi nei casi e alle condizioni previsti dalla normativa. È una delle situazioni espressamente considerate dalla disciplina sulla conversione universale, insieme al leasing e alla vendita.

Leasing e noleggio a lungo termine

Sono i casi in cui chi guida e chi risulta intestatario del contratto assicurativo possono non coincidere, ed è proprio per questo che la disciplina se ne occupa in modo specifico. Se stai per chiudere un contratto di noleggio a lungo termine e ti interessa non perdere la classe maturata, è una domanda da fare prima della firma, perché a contratto chiuso lo spazio di manovra è minimo.

Veicolo cointestato

La classe segue la posizione assicurativa. Quando due persone sono intestatarie dello stesso veicolo, stabilire a chi resterà la storia assicurativa in caso di separazione dei beni o di vendita è una questione che conviene chiarire all'inizio, non quando serve.

Quando la classe assegnata è sbagliata

Capita, e più spesso di quanto si creda. Gli errori tipici sono tre: un sinistro attribuito a te che non era tuo, una responsabilità registrata come principale quando era paritaria, un trasferimento di classe non applicato benché ne avessi diritto.

Il primo passo è leggere, non telefonare

Prima di contestare, procurati l'attestato di rischio e confronta la classe di provenienza, quella di assegnazione e l'elenco dei sinistri del quinquennio. Quasi sempre l'errore è visibile lì, in una riga.

Il reclamo alla compagnia

La contestazione va presentata per iscritto alla compagnia, che ha l'obbligo di rispondere entro i termini previsti dalla normativa sui reclami. Allega l'attestato e indica con precisione quale dato ritieni errato e perché.

Se la risposta non arriva o non convince

Esaurito il passaggio con la compagnia, il reclamo può essere presentato a IVASS, l'autorità di vigilanza. È una strada gratuita e concreta: su una classe sbagliata che ti costa centinaia di euro l'anno, vale il tempo che richiede.

Cinque errori che costano davvero

  • Denunciare per riflesso un danno piccolo. Fai il conto di quanto ti costeranno due classi per due anni prima di aprire il sinistro.
  • Credere che il concorso di colpa sia gratis. Non muove la classe subito, ma consuma il margine verso il 51 per cento e ti preclude la RC Familiare per cinque anni.
  • Lasciar passare cinque anni senza assicurare nulla. Oltre quel termine la classe guadagnata non c'è più, e si riparte dalla 14.
  • Confrontare preventivi guardando la classe interna. È la CU che viaggia con te; la classe interna resta dov'è.
  • Non chiedere la RC Familiare al rinnovo. Dal 2020 vale anche sui contratti già in essere, ma nessuno te lo propone d'ufficio: va chiesto.

Neopatentati e prima polizza: il caso in cui si perdono più soldi

È la situazione in cui la classe di merito pesa di più, perché parte dal punto peggiore e si somma a tutti gli altri fattori di rischio che la tariffa attribuisce a un guidatore giovane.

Perché la CU 14 costa così cara a diciott'anni

La classe di ingresso è la stessa per tutti, ma il premio non è dato solo dalla classe: sull'età, sull'anzianità di patente e sulla provincia di residenza la compagnia applica coefficienti propri. Un diciottenne in CU 14 e un cinquantenne in CU 14 non pagano la stessa cifra, anche se sono nella stessa classe.

Per questo, su una prima polizza, ereditare una classe migliore è la leva che sposta di più: agisce sul moltiplicatore più pesante di tutti.

Le tre strade, in ordine di convenienza

La prima è la RC Familiare: se in famiglia esiste un veicolo assicurato in una classe buona, intestato a un convivente stabile e senza sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni, il nuovo veicolo può partire da quella classe invece che dalla 14. Vale anche fra tipologie diverse, quindi la classe dell'auto di famiglia può finire sul primo scooter.

La seconda è intestare il veicolo al genitore e indicare il figlio come guidatore. È legittimo e molto praticato, ma va dichiarato: se il conducente abituale è un altro e non lo si dice, in caso di sinistro la compagnia può contestare la dichiarazione inesatta del rischio. Il risparmio finto di oggi diventa un problema serio il giorno del sinistro.

La terza, quando le prime due non sono praticabili, è accettare la CU 14 e costruire la propria storia. Ogni anno chiuso senza sinistri con colpa vale un gradino, e in cinque anni si arriva alla 9 con un premio molto diverso.

L'errore che vanifica tutto

Il rischio più concreto, sul primo anno, è quello di cui abbiamo già parlato: denunciare un danno piccolo. Un neopatentato che causa un graffio da 500 euro e apre il sinistro risale a CU 16, e da lì gli serviranno due anni per tornare alla 14 — cioè per tornare al punto di partenza, senza aver guadagnato niente.

Su una posizione già cara come quella di un guidatore giovane, due classi in più pesano in valore assoluto molto più che su un premio basso. È esattamente il profilo per cui il calcolo fra rimborsare il danno e denunciarlo conviene di più.

Domande frequenti

Quante sono le classi di merito?

Le classi di conversione universale sono diciotto, numerate da 1 a 18. La 1 è la più favorevole, la 18 la più sfavorevole. Accanto a queste ogni compagnia usa una propria scala interna, che può avere un numero diverso di gradini.

In che classe si parte la prima volta?

Chi si assicura per la prima volta entra in CU 14, la classe di ingresso corrispondente alla tariffa base. Fa eccezione chi può ereditare una classe migliore tramite la RC Familiare.

Quante classi si perdono con un incidente?

Un sinistro con responsabilità principale, cioè superiore al cinquanta per cento, fa salire di due classi. L'importo liquidato non cambia l'entità del malus: conta la responsabilità, non la cifra.

Un incidente con concorso di colpa al 50 per cento fa perdere la classe?

Da solo no. La responsabilità paritaria viene però annotata nell'attestato e concorre a un cumulo: quando le quote paritarie sommate nel quinquennio raggiungono il 51 per cento, si creano i presupposti per la variazione della classe.

Quanto tempo serve per recuperare una classe?

Si scende di una classe per ogni annualità conclusa senza sinistri con colpa. Recuperare il malus di due classi richiede quindi due anni pieni di guida senza incidenti con responsabilità.

Dove posso vedere la mia classe di merito?

Sul documento di polizza, nell'area riservata del sito della tua compagnia o chiedendola al tuo intermediario. Sono le tre fonti certe e gratuite.

Si può conoscere la classe di merito da una targa?

No. La classe di merito è un dato riferito alla posizione assicurativa del contraente, non un'informazione pubblica associata alla targa. I servizi che promettono di ricavarla da una targa mostrano altro, oppure stanno raccogliendo dati per proporti un preventivo.

Per quanti anni resta un sinistro nell'attestato di rischio?

L'attestato riporta lo storico degli ultimi cinque anni. Un sinistro più vecchio esce dalla finestra di osservazione e non incide più.

Se vendo l'auto perdo la classe di merito?

No, non subito. In caso di cessazione o sospensione del rischio l'attestato conserva validità per cinque anni dalla scadenza: entro quel termine la classe può essere utilizzata su un altro veicolo.

La RC Familiare vale anche fra auto e moto?

Sì. Dal 16 febbraio 2020 il beneficio si applica anche a veicoli di diversa tipologia, purché acquistati dalla persona già titolare di polizza o da un convivente stabile del nucleo familiare, e in assenza di sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni.

Si può chiedere la RC Familiare su una polizza già attiva?

Sì. La norma si applica sia alla stipula di nuovi contratti sia al rinnovo di contratti già stipulati. Non viene però applicata d'ufficio: va richiesta.

Che cos'è il malus eccezionale?

È il declassamento fino a cinque classi che la compagnia può applicare a chi, avendo assicurato un veicolo con la classe ereditata da un veicolo di tipologia diversa, causa un sinistro con responsabilità principale o esclusiva con risarcimento superiore a 5.000 euro.

Che cosa è cambiato con il Regolamento IVASS 58/2026?

Il Regolamento IVASS n. 58 del 10 febbraio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 marzo 2026, ha allineato l'attestato di rischio al modello europeo del Regolamento (UE) 2024/1855 e ha riscritto i criteri di individuazione e le regole evolutive della classe di conversione universale, superando il precedente Provvedimento IVASS n. 72/2018.

Che cos'è la Sezione F dell'attestato?

È la parte dell'allegato al modello europeo dedicata alle informazioni aggiuntive nazionali: quelle che servono ad applicare sconti e maggiorazioni previsti dalla legge italiana, dalle prassi di mercato o da specifici accordi contrattuali. È lì che vive il bonus-malus.

La garanzia che protegge la classe vale anche se cambio compagnia?

Di norma no. Queste clausole proteggono quasi sempre la classe interna della compagnia, mentre il sinistro resta registrato nell'attestato di rischio e la classe universale si muove ugualmente. Prima di sottoscriverne una conviene chiedere espressamente se la tutela riguarda anche la CU.

In sintesi

  • Le classi CU sono 18; si entra dalla 14; si scende di una all'anno, si sale di due per sinistro con responsabilità principale.
  • La classe che conta quando confronti preventivi è la CU, non quella interna della compagnia.
  • L'attestato è dematerializzato, copre cinque anni e resta valido cinque anni dopo la scadenza del contratto.
  • L'osservazione dei sinistri chiude sessanta giorni prima della scadenza.
  • Il concorso di colpa non muove la classe subito, ma si cumula verso il 51 per cento e blocca la RC Familiare per cinque anni.
  • La RC Familiare vale anche fra tipologie diverse e anche al rinnovo, ma va chiesta, e porta con sé il rischio del malus eccezionale.
  • Dal 3 marzo 2026 il riferimento normativo è il Regolamento IVASS 58/2026, non più il Provvedimento 72/2018.

Se dopo questa lettura hai il sospetto che la classe assegnata alla tua polizza non sia quella giusta, la verifica costa mezz'ora: procurati l'attestato, confronta provenienza e assegnazione, e controlla l'elenco dei sinistri del quinquennio. È il controllo con il miglior rapporto fra tempo speso e soldi recuperati che si possa fare su una polizza auto.

— Redazione QuotaFacile

Contenuto informativo di carattere generale: non è consulenza personalizzata e non sostituisce il set informativo del prodotto. Verifica sempre condizioni, esclusioni e massimali sul contratto. QuotaFacile non distribuisce polizze — note legali.

Ti serve un preventivo su questo?

Ti mettiamo in contatto con intermediari iscritti al RUI specializzati nel ramo. Gratuito, senza registrazione.

Richiedi un preventivo