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Auto 20 settembre 2026 · 10 min di lettura

Attestato di rischio: dove trovarlo e come leggerlo riga per riga

È il documento da cui ogni compagnia legge la tua storia assicurativa. Dieci minuti per controllarlo sono il miglior investimento che puoi fare su una polizza auto.

Illustrazione: un foglio inclinato con righe e una tabella, una riga evidenziata in oro, e la sagoma di una lente sopra.

Questo approfondimento fa parte della guida Classe di merito: come funziona, dove si vede e come si recupera.

L'attestato di rischio è il documento su cui si gioca il prezzo della tua polizza auto, ed è anche quello che quasi nessuno apre. Il motivo è semplice: da quando non arriva più per posta, è diventato invisibile. Sta in una banca dati, lo leggono le compagnie, e il cliente non lo vede mai.

È un peccato, perché dentro ci sono le tre o quattro righe che decidono quanto pagherai per i prossimi cinque anni. E perché gli errori, quando ci sono, sono quasi sempre visibili a occhio nudo.

Che cos'è, in una riga

L'attestato di rischio certifica la tua storia assicurativa: in che classe sei, come ci sei arrivato, e quali sinistri hai avuto negli ultimi cinque anni con quale grado di responsabilità.

Non è un documento della tua compagnia: è un documento su di te che la tua compagnia compila e deposita. Per questo lo leggono anche le concorrenti quando chiedi un preventivo, senza bisogno che tu glielo mandi.

Come si ottiene oggi

Dal 2015, con il Regolamento IVASS n. 9 del 19 maggio 2015, l'attestato è dematerializzato: esiste una banca dati degli attestati di rischio e la spedizione cartacea è stata abolita.

Dall'area riservata della tua compagnia

È la strada più rapida. Quasi tutte le imprese mettono a disposizione l'attestato in formato scaricabile nell'area clienti del proprio sito o nella propria applicazione. Cerca fra i documenti di polizza.

Chiedendolo all'intermediario

Agente o broker possono estrarlo e consegnartelo. È anche l'occasione per farselo commentare: un attestato letto da chi lo maneggia ogni giorno racconta cose che a un occhio inesperto sfuggono.

Quello che non devi fare

Non devi consegnare l'attestato alla compagnia con cui vuoi assicurarti. Lo legge da sé dalla banca dati. Se un sito ti chiede di caricarlo come condizione per ricevere un preventivo, sta chiedendo qualcosa di superfluo.

E soprattutto: non esiste un modo legittimo di ottenere l'attestato di rischio di un veicolo altrui partendo dalla targa. È un documento riferito alla posizione assicurativa del contraente, non un dato pubblico.

Le sezioni, e cosa cercare in ciascuna

I dati del contratto e del veicolo

Sembra la parte più noiosa ed è quella che contiene l'errore più fastidioso: un dato anagrafico sbagliato o una targa non corrispondente possono impedire l'aggancio corretto della tua posizione quando cambi compagnia. Controlla che nome, codice fiscale e targa siano quelli giusti, e che il periodo di copertura sia continuo.

Classe di provenienza e classe di assegnazione

Sono due numeri diversi e vengono confusi di continuo.

  • La classe di provenienza è quella con cui sei arrivato all'inizio dell'annualità appena conclusa.
  • La classe di assegnazione è quella che ti spetta per il periodo successivo: è il risultato della regola evolutiva applicata a quell'anno.

Quando qualcuno ti chiede «in che classe sei», la risposta utile è quasi sempre la seconda. È quella che una nuova compagnia userà per calcolarti il premio.

Il controllo che salta fuori quasi subito

Se l'anno si è chiuso senza sinistri con colpa, la classe di assegnazione deve essere una in meno della classe di provenienza. Se sono uguali, o se è più alta, qualcosa è successo: o c'è un sinistro registrato che non ti aspettavi, o la posizione è rimasta ferma per un'interruzione di copertura.

È un controllo da dieci secondi e intercetta la maggior parte degli errori.

La tabella dei sinistri del quinquennio

È il cuore del documento. Riporta, per ciascuno degli ultimi cinque anni, i sinistri avvenuti e il tipo di responsabilità attribuita.

Le categorie da distinguere sono tre: responsabilità principale (superiore al cinquanta per cento), responsabilità paritaria (il concorso di colpa) e sinistri senza responsabilità, che vengono registrati ma non pesano sulla classe.

Controlla due cose. Primo: che ogni sinistro elencato corrisponda a un evento che ricordi. Secondo, e più sottile: che la responsabilità attribuita sia quella corretta. Un concorso di colpa registrato come responsabilità principale vale due classi che non avresti dovuto perdere.

Le informazioni aggiuntive, cioè la Sezione F

Dal 2026 l'attestato italiano è costruito sul modello europeo introdotto dal Regolamento (UE) 2024/1855. Il Regolamento IVASS n. 58 del 10 febbraio 2026 ha disciplinato la Sezione F dell'allegato, quella dedicata alle informazioni aggiuntive nazionali.

È lì che vive tutto ciò che il modello europeo non prevede ma che in Italia determina il premio: il numero dei sinistri, la loro tipologia, le date e gli importi liquidati, le eventuali franchigie e i periodi di copertura e di sospensione.

Se stai confrontando un attestato di oggi con uno di due anni fa e la struttura ti sembra cambiata, non è un errore: è il nuovo modello.

I cinque controlli da fare in dieci minuti

  • I dati anagrafici e la targa. Errori qui bloccano il trasferimento della classe.
  • La differenza fra provenienza e assegnazione. Senza sinistri con colpa deve essere esattamente di una classe, in discesa.
  • Ogni riga della tabella sinistri. Un sinistro che non riconosci va contestato subito, non al prossimo rinnovo.
  • Il grado di responsabilità di ciascun sinistro. Paritaria e principale hanno conseguenze diverse: la prima non muove la classe da sola, la seconda sì.
  • La continuità dei periodi di copertura. Un buco non spiegato può aver congelato la tua evoluzione per un anno.

Quanto vale nel tempo

Due termini da tenere a mente, perché sono quelli su cui si perdono più soldi per disattenzione.

L'attestato riporta lo storico degli ultimi cinque anni: quello che è successo prima non compare e non pesa più. E in caso di cessazione o sospensione del rischio, l'attestato conserva validità per cinque anni dalla scadenza.

Tradotto: se vendi l'auto e non ne assicuri un'altra, hai cinque anni per riprenderti la classe che avevi guadagnato. Al sesto, si riparte dalla classe di ingresso.

Un dettaglio che spiega molte discussioni

Il periodo di osservazione dei sinistri si chiude sessanta giorni prima della scadenza del contratto, non alla scadenza.

Serve alle compagnie per avere il tempo tecnico di elaborare l'attestato e calcolare il rinnovo. Per te significa che un sinistro avvenuto nell'ultimo bimestre non si vede sull'attestato del rinnovo imminente: comparirà su quello dell'anno dopo. Non è sparito, è solo in ritardo di un giro.

Se qualcosa non torna

Gli errori più frequenti sono tre: un sinistro attribuito a te che non era tuo, una responsabilità registrata come principale quando era paritaria, un trasferimento di classe che non è stato applicato benché ne avessi diritto.

La contestazione va presentata per iscritto alla compagnia, allegando l'attestato e indicando con precisione quale dato ritieni errato e perché. Se la risposta non arriva nei termini previsti dalla normativa sui reclami, oppure non ti convince, il reclamo può essere presentato a IVASS. È gratuito, e su una classe sbagliata che pesa per anni vale ampiamente il tempo che richiede.

Quando i sinistri sono più di uno

Con un solo sinistro la lettura è banale. Con due o tre nello stesso quinquennio compaiono gli effetti che sorprendono di più.

Due sinistri con responsabilità principale nello stesso anno

Ciascuno vale due classi. Nello stesso periodo di osservazione i malus si sommano: quattro classi in una volta sola, cioè quattro anni di guida prudente cancellati. È lo scenario peggiore e spiega perché, dopo un primo sinistro con colpa, la gestione del secondo meriti particolare attenzione.

Più concorsi di colpa

Qui sta il meccanismo che quasi nessuno conosce. Un sinistro con responsabilità paritaria non fa scattare il malus da solo, ma viene annotato e concorre a un cumulo: quando le quote paritarie sommate nel quinquennio raggiungono il 51 per cento, si creano i presupposti per la variazione della classe.

Due concorsi di colpa al cinquanta per cento fanno cento, quindi superano la soglia. Se sull'attestato vedi già un sinistro paritario, sappi che il margine è consumato a metà: il prossimo non sarà indolore come è stato il primo.

Sinistri con importi molto diversi

L'importo liquidato compare nell'attestato, ma non modifica l'entità del malus: sulla classe pesa la responsabilità, non la cifra. Un sinistro da 400 euro con colpa piena muove la classe esattamente come uno da 40.000.

L'importo conta però per un'altra decisione: se il contratto prevede la facoltà di rimborsare alla compagnia quanto liquidato per evitare il malus, è il numero da confrontare con il costo di due classi per i due anni necessari a recuperarle.

Quando cambia il veicolo o l'intestatario

Vendita e demolizione

La classe non evapora con il veicolo: resta legata alla tua posizione assicurativa e vale cinque anni dalla scadenza del contratto. Entro quel termine puoi utilizzarla su un altro veicolo.

Leasing e noleggio a lungo termine

Sono i casi in cui chi guida e chi risulta intestatario della posizione assicurativa possono non coincidere, ed è la ragione per cui la disciplina sulla conversione universale se ne occupa in modo specifico insieme alla vendita e alla successione. Se stai per chiudere un contratto di noleggio e ti interessa non perdere la classe maturata in quegli anni, è una domanda da fare prima della scadenza: dopo, il margine di manovra è quasi nullo.

Successione

Il trasferimento agli eredi è previsto, nei casi e alle condizioni stabiliti dalla normativa. È una delle situazioni espressamente considerate, e vale la pena informarsi invece di dare per perso uno storico costruito in vent'anni.

Come usare l'attestato quando chiedi preventivi

Un attestato letto prima di confrontare le offerte cambia il modo in cui si tratta, per tre motivi concreti.

Ti dice il numero giusto da comunicare. Quando un comparatore ti chiede la classe di merito vuole la CU di assegnazione. Inserire quella interna, o quella di provenienza, produce un preventivo che non corrisponderà al prezzo finale.

Ti fa scoprire se hai diritto a una classe migliore. Se in famiglia c'è un veicolo in una classe più bassa e non ci sono sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni, potresti avere diritto alla classe più favorevole anche su un veicolo di tipologia diversa. Non viene applicata d'ufficio: va chiesta.

Ti permette di contestare in tempo. Un errore scoperto al momento del rinnovo si corregge prima che produca un premio sbagliato. Lo stesso errore scoperto sei mesi dopo si corregge comunque, ma nel frattempo hai pagato.

Domande frequenti

Dove si scarica l'attestato di rischio?

Dall'area riservata del sito o dell'applicazione della tua compagnia, fra i documenti di polizza, oppure chiedendolo al tuo agente o broker. Dal 2015 non viene più spedito in forma cartacea.

Devo consegnare l'attestato alla nuova compagnia?

No. L'attestato è depositato in una banca dati che tutte le imprese consultano: la nuova compagnia lo legge da sé quando prepara il preventivo.

Qual è la differenza fra classe di provenienza e classe di assegnazione?

La provenienza è la classe con cui hai iniziato l'annualità appena conclusa; l'assegnazione è quella che ti spetta per il periodo successivo, cioè il risultato della regola evolutiva. Quando ti chiedono la tua classe, di norma serve quella di assegnazione.

Per quanti anni restano i sinistri nell'attestato?

Cinque. L'attestato riporta lo storico dell'ultimo quinquennio: un sinistro più vecchio esce dalla finestra di osservazione e non incide più sulla classe.

Per quanto tempo resta valido l'attestato dopo la scadenza della polizza?

Cinque anni dalla scadenza, in caso di cessazione o sospensione del rischio. Entro quel termine la classe maturata può essere utilizzata su un altro veicolo.

Si può avere l'attestato di rischio di un'altra persona dalla targa?

No. È un documento riferito alla posizione assicurativa del contraente e non è un'informazione pubblica associata alla targa.

Che cos'è la Sezione F dell'attestato?

È la parte dell'allegato al modello europeo dedicata alle informazioni aggiuntive nazionali, disciplinata dal Regolamento IVASS n. 58 del 10 febbraio 2026: numero e tipologia dei sinistri, date e importi liquidati, franchigie, periodi di copertura e sospensione.

Ho trovato un sinistro che non ho causato: cosa faccio?

Presenta un reclamo scritto alla compagnia allegando l'attestato e indicando il dato errato. Se la risposta non arriva nei termini o non è soddisfacente, puoi rivolgerti a IVASS.

In sintesi

  • L'attestato si scarica dall'area riservata della compagnia o si chiede all'intermediario: dal 2015 non viene più spedito.
  • Alla nuova compagnia non va consegnato: lo legge dalla banca dati.
  • Senza sinistri con colpa, la classe di assegnazione deve essere una in meno di quella di provenienza. Se non lo è, c'è qualcosa da capire.
  • Sulla classe pesa la responsabilità, non l'importo liquidato.
  • Lo storico copre cinque anni, e l'attestato resta valido cinque anni dopo la scadenza del contratto.
  • L'osservazione chiude sessanta giorni prima della scadenza: un sinistro recentissimo comparirà solo l'anno dopo.

Dieci minuti passati su questo documento, una volta l'anno alla ricezione del rinnovo, sono il controllo con il miglior rapporto fra tempo speso e soldi recuperati che esista su una polizza auto.

— Redazione QuotaFacile

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